Opus Avantra
Opus Avantra è un nome composto da tre parti Opus (opera) Avan (avanguardia) e Tra (tradizione). Questo nome sintetizza l'ideologia del movimento che intende porsi come movimento di avanguardia musicale che tuttavia affonda le radici nello studio e nel recupero della tradizione. L'idea è che l'innovazione, fondamentale come linguaggio della contemporaneità, non può essere contrapposta alla tradizione ma piuttosto dalla sua rivisitazione e rilettura in chiave attuale.
Opus Avantra significa anche apertura a mondi musicali diversi tra loro: etnico, rock, jazz, canzone, classica e operistica, elettronica e musica contemporanea. Il filo conduttore deve essere sempre di un gusto misurato, una attenta calibratura del mix nell'idea di creare un nuovo linguaggio senza frontiere di generi musicali, un linguaggio che possa fondere il nostro passato e il nostro futuro. Un linguaggio che può essere facilmente fruibile da tutti ma a suo modo colto ed innovativo. Non so se siamo sempre riusciti nel nostro intento, solo i fruitori della nostra musica potranno dircelo, sta di fatto che Opus Avantra è stato un precursore di tutti i movimenti borderline o fusion.
Nato nel 1973 con il disco "OpusAvantra Donella Del Monaco" firmatari del movimento sono Donella Del Monaco, Giorgio Bisotto (non musicista ma filosofo del gruppo) Alfredo Tisocco (compositore) e Renato Marengo (produttore). In seguito sono nate collaborazioni con vari musicisti, sempre tuttavia nello spirito dell'idea originale nella quale tuttora crediamo.
Ecco il manifesto del gruppo:
Il nostro insieme musicale nasce da un'esigenza dello stato di impasse in cui si trova il mondo musicale oggi.
Possiamo infatti constatare che il mondo musicale oggi, è suddiviso in vari settori tra loro incomunicabili, strettamente legati alle stratificazioni socio-culturali.
Tale pluralismo tende a riprodursi, provocando situazioni sempre più' mistificanti in quanto evitano di risolvere la frustrante condizione attuale di atomizzazione dell'individuo.

Senza entrare nel merito delle origini storiche della situazione del nostro tempo, constatiamo l'esistenza di due grandi settori: una musica 'commerciale', che puo' variare dalla canzonetta ad alcuni fenomeni deteriori denominati rock-pop e varie elaborazioni di pseudo-avanguardia, a una musica per adepti, che va da uno sfiduciato attaccamento assolutistico per i vari generi del passato, a un atteggiamento sperimentalistico ad oltranza, che spesso si risolve in espedientismo.
Senza negare la validità di certa musica contemporanea, (ma anzi recependola) nei tentativi di alcuni gruppi pop, (ma anche senza nessun complesso verso le esperienze del passato), la nostra intenzione si rivolge al recupero di quel passato fondamentale e imprescindibile fra arte e popolo.
Opus Avantra significa anche apertura a mondi musicali diversi tra loro: etnico, rock, jazz, canzone, classica e operistica, elettronica e musica contemporanea. Il filo conduttore deve essere sempre di un gusto misurato, una attenta calibratura del mix nell'idea di creare un nuovo linguaggio senza frontiere di generi musicali, un linguaggio che possa fondere il nostro passato e il nostro futuro. Un linguaggio che può essere facilmente fruibile da tutti ma a suo modo colto ed innovativo. Non so se siamo sempre riusciti nel nostro intento, solo i fruitori della nostra musica potranno dircelo, sta di fatto che Opus Avantra è stato un precursore di tutti i movimenti borderline o fusion.
Nato nel 1973 con il disco "OpusAvantra Donella Del Monaco" firmatari del movimento sono Donella Del Monaco, Giorgio Bisotto (non musicista ma filosofo del gruppo) Alfredo Tisocco (compositore) e Renato Marengo (produttore). In seguito sono nate collaborazioni con vari musicisti, sempre tuttavia nello spirito dell'idea originale nella quale tuttora crediamo.
Ecco il manifesto del gruppo:
Il nostro insieme musicale nasce da un'esigenza dello stato di impasse in cui si trova il mondo musicale oggi.
Possiamo infatti constatare che il mondo musicale oggi, è suddiviso in vari settori tra loro incomunicabili, strettamente legati alle stratificazioni socio-culturali.
Tale pluralismo tende a riprodursi, provocando situazioni sempre più' mistificanti in quanto evitano di risolvere la frustrante condizione attuale di atomizzazione dell'individuo.

Senza entrare nel merito delle origini storiche della situazione del nostro tempo, constatiamo l'esistenza di due grandi settori: una musica 'commerciale', che puo' variare dalla canzonetta ad alcuni fenomeni deteriori denominati rock-pop e varie elaborazioni di pseudo-avanguardia, a una musica per adepti, che va da uno sfiduciato attaccamento assolutistico per i vari generi del passato, a un atteggiamento sperimentalistico ad oltranza, che spesso si risolve in espedientismo.
Senza negare la validità di certa musica contemporanea, (ma anzi recependola) nei tentativi di alcuni gruppi pop, (ma anche senza nessun complesso verso le esperienze del passato), la nostra intenzione si rivolge al recupero di quel passato fondamentale e imprescindibile fra arte e popolo.