Marcus & Venetia et Anima
MARCUS
Marcus è la storia del viaggio avventuroso del corpo di San Marco, trafugato ad Alessandria d’Egitto e condotto a Venezia nell’anno 828.
Il lavoro si presenta come un progetto non solo musicale, ma multimediale, in cui l'esecuzione dei momenti di intensa e raffinata musicalità viene completata da proiezioni video (in elaborazione) che mettono in luce, in un'atmosfera avvolgente e suggestiva, il percorso compiuto dai mercanti veneziani e, dall'intrecciarsi di mondi e culture, in questo viaggio ideale nelle terre del medio oriente.
Il percorso musicale proposto – che attraverso una suite di brani vocali e strumentali rievoca i momenti principali della traslazione – è pregno di significati che sottintendono i difficili rapporti da sempre esistiti tra il mondo cristiano e il mondo islamico, ma che mirano soprattutto a sottolineare l'incontro tra queste due culture e la necessità di un dialogo tra diverse appartenenze ideologiche.
L’idea che sostiene il progetto è quella di ripercorrere musicalmente la via dei pellegrini che fino alla fine del XIII secolo attraversava l’Italia a piedi seguendo la “Via Francigena”, transitando quindi per Roma, per poi imbarcarsi nei porti pugliesi fino a Giaffa.
A partire dal XIV secolo, invece, il principale porto d’imbarco divenne Venezia, padrona incontrastata dell’Adriatico, alla volta di Gerusalemme, la méta più ambita da raggiungere per un fedele: la Terrasanta rappresentava “il pellegrinaggio” per antonomasia, e Gerusalemme il luogo più carismatico e santo. I veneziani con le loro navi divennero organizzatori del viaggio che toccava le località delle coste dalmate (Parenzo, Zara, Ragusa, le principali) per giungere in Grecia (isola di Zante) e poi proseguire verso sud (Creta), sbarcare ad Alessandria d’Egitto e raggiungere Gerusalemme a piedi oppure, in alternativa, verso est e approdare al porto di Giaffa passando per Rodi e Cipro.
La lingua, la musica
Al testo originale in latino è stato «commistato» un veneto antico creando così un linguaggio colorito e musicale ma comprensibile.
Anche la musica, come il testo, collega e fonde apporti di diversa provenienza: brani medievali e contemporanei, songs e momenti di libera improvvisazione.
Il filo conduttore di testi e musiche è il prezioso gregoriano patriarchino, che in antico celebrava l'avvenimento nella liturgia di San Marco.
Il gregoriano patriarchino, risalente al XIII secolo, era il repertorio musicale unico ed esclusivo della liturgia medievale della basilica di San Marco in cui compaiono anche canti dedicati a ricorrenze tipicamente veneziane non riscontrabili nella tradizione gregoriana. Questo repertorio peculiare è stato abbandonato completamente a seguito delle norme conciliari trentine, a vantaggio della tradizione gregoriana. Incastonati nel tessuto musicale contemporaneo, questi canti monodici melismatici di ascendenza orientale, ci riportano l'emozione di antichi e gioiosi riti e brillano per contrasto con i brani contemporanei interpretati dal gruppo. La suite musicale si snoda come un viaggio nel tempo e nei suoni, nelle parole, nei colori di un mondo leggendario di mercanti e cavalieri...
Il racconto della traslazione del corpo di San Marco, santo celebratissimo in tutto l’Oriente, è tratto da una cronaca medievale in latino dell’anno 828; una narrazione saporosa di una religiosità medievale e non priva di spunti di un’arguta astuzia mercantile che tratteggia i variegati rapporti con le culture del medio oriente, il cui fascino è il mondo di interscambi che vi traspare, un fluire aperto e stratificato di «credo» e culture, così come di lingue e idiomi.
Dopo la conquista dell’Egitto da parte degli arabi, Leone V, imperatore dell’Impero Romano orientale, proibisce i commerci con le terre divenute musulmane. Ma alcuni mercanti veneziani, disobbedendo a questo divieto, si recano ad Alessandria con le loro navi cariche di merci. Là si intrattengono a pregare nel mausoleo di San Marco e, comprendendo il timore dei sacerdoti-custodi che la tomba potesse venire depauperata di colonne e fregi marmorei per addobbare il nuovo palazzo del califfo, progettano di portare le spoglie dell’Evangelista a Venezia.
I custodi si lasciano convincere e, aperto il sepolcro, celano il corpo in una grande cesta e lo ricoprono di foglie di alloro e di carne di maiale. Lo trasportano quindi alla nave, riuscendo a sfuggire al controllo dei saraceni, che si ritraggono infastiditi e disgustati dalla carne proibita.
I veneziani veleggiano poi verso l’Istria dove sbarcano e, con astuzia, mandano un messaggero al doge Giustiniano, chiedendo clemenza per la grave trasgressione all’ordine di non mercanteggiare con i musulmani e promettono, in cambio dell’impunità, il dono a Venezia delle spoglie del venerato Santo.
Il doge accetta e accoglie il corpo di San Marco con grandissimi onori, mentre un profumo di rose invade la città.
In suo onore e a lui dedicata è stata poi costruita la grande basilica – una delle chiese più famose al mondo – e San Marco Evangelista simboleggiato dal leone, è divenuto, nel tempo, immagine iconica di Venezia e il senso stesso della sua storia.

L'anteprima del concerto Translatio Sancti Marci è stata presentata al Festival “Finestre sul 900”
(20 settembre 2008, Chiesa di S. Caterina – Treviso)
Gli interpreti
Donella Del Monaco canto
Sandro Buzzatti voce recitante
Mauro Martello flauto traverso, duduk
Andrea Oddone Martin sassofoni
Anna Campanaro violoncello
Paolo Troncon tastiere
Pietro Bertelli percussioni
VENETIA ET ANIMA
Venetia et Anima è un itinerario spirituale che ci accompagna in una città sentita come luogo mistico e magico. Temi e lingue antichissime evocano uno spazio interiore: la stessa Venezia diviene luogo dell'anima, divinità atemporale.
Il tardo latino aquileiense di origine alessandrina ed ellenistica dei brani Ave Gloriosa e Verbum Bonum scaturisce come un ricordo inconscio e coesiste con la realtà attuale. El planto de la verzene Maria (XIV sec.) ci riporta a una misticità primitiva e carica di commozione, mentre i versi tratti dal poema De Jerusalem Celesti di Giacomino da Verona (XIII sec.) con il loro ritmo gioioso ci comunicano l'antico credo in un mondo di superiore bellezza. L'alto tedesco di alcuni brani evoca un mondo di antichi percorsi medievali dalle Venezie verso il Nord. L'invocazione alla dea paleoveneta Reithia (Deiai sainatei) concorre alla penetrazione nella mistica dell'originaria civiltà preromana.

“Che musica è mai questa?”
Imbricanti contrappunti che deformano lineari e innocenti melodie; intriganti controcanti che svelano specchi inaspettati; travolgenti pulsioni ritmiche che sprigionano energie vitalizzanti; armonie, profumi, colori, reali sì, ma in un mondo sospeso, liquido, oscuro; e ancora: memorie di lingue lontane che già ci sono appartenute, sapori d'incenso in una cattedrale dimenticata, rituali sconsacrati solenni e fragili, aneliti di infanzia futura...
Venetia et Anima: “Ceci n'est pas un CD”. (Paolo Troncon)
Gli interpreti
Donella Del Monaco canto Mauro Martello flauto traverso, duduk
Andrea Oddone Martin sassofoni
Anna Campanaro violoncello
Paolo Troncon tastiere
Pietro Bertelli percussioni
Translatio Sancti Marci a Santa Caterina
“… Un progetto nato dalla fantasia e dalla professionalità di Donella Del Monaco che, mescolando latino e veneto arcaico, ha scelto e rielaborato brillantemente i testi medievali relativi alla storia del viaggio avventuroso del corpo di San Marco, trafugato ad Alessandria d'Egitto e condotto a Venezia nell'anno 828.
Testi che si sono librati sulle efficaci musiche di Paolo Troncon: un variopinto collage di brani sia vocali che strumentali, a tratti toccante e a tratti energico, comunque mai statico o avaro di idee. Anzi, si tratta di un cocktail molto ricco: arie e vocalizzi a metà fra opera e art-rock (ricca di pathos, forza e vellutatezza la voce della Del Monaco, decisamente in gran forma), sprazzi di progressive-rock, scintille free-jazz (eccitanti le improvvisazioni di tutto l'ensemble, con assoli di sax coltraneani e di flauto con sonorità Jethro Tull), canto gregoriano patriarchino, il tutto distillato secondo una ricetta musicale contemporanea e personalissima, ricca di influssi etnici, medio orientali e arcaici.
Oltre a quella del soprano, va doverosamente riconosciuta la bravura (e la duttilità) di tutti i musicisti, ad iniziare dal percussionista Pietro Bertelli, stupefacente alchimista di timbri e risonanze. Per poi continuare con la maestria del flautista Mauro Martello, della violoncellista Anna Campagnaro e di Andrea Martin (sassofoni) e Loris Sovernigo (tastiere ed effetti speciali), senza dimenticare la simpatica voce recitante di Sandro Buzzati. Non a caso, il concerto si è concluso con un applauso duro ad estinguersi, premiando una produzione coraggiosa ma senza dubbio godibilissima e soprattutto contemporanea.”
(Gabriele Voltarel, “La Tribuna di Treviso”, settembre 2008)
Treviso, la voce di Donella esalta la donna in un CD
“Ricercare un respiro, un ritmo, una voce che accomunino la lunga storia delle genti venete, questa è stata la sfida intrapresa da Donella Del Monaco, soprano trevigiano, e da Paolo Troncon, musicologo, compositore pianista. Il risultato di anni di ricerche e studio è racchiuso nel CD dal suggestivo titolo Venetia et Anima.
Gli autori, rifacendosi alla tradizione antica della terra veneta, hanno voluto ricreare atmosfere e suoni ispirati alla “grande madre”, l'archetipo femminile profondamente radicato nella civiltà paleoveneta, che diventa terra feconda, spirito acquatico, dea della salvezza e, più tardi, Madre gloriosa, Vergine santa, nella cultura cristiana. Un inno composito, alla essenza femminile sgranato in molte sfumature vocali attraverso la voce di Donella e il controcanto strumentale.
Venetia et Anima è nato dalla contaminazione di temi musicali antichi e contemporanei, eseguiti su musica scritta ma anche su improvvisazione.”
(Isabella Panfilo, “Corriere della sera”, 6 marzo 2004)